Egregio Assessore Contaldo,
Mi rivolgo a Lei in forma pubblica, affinchè la questione al centro di queste righe diventi patrimonio pubblico e, soprattutto, perché ritengo che le criticità- anche semplici- che Le sottoporrò attengano alle caratteristiche di una città, alle sue priorità e alle conseguenti scelte.
Qualche anno, la Giunta decise di chiudere le due comunità che da diverso tempo accoglievano in via Viglio e in via Monte San Gabriele 17 cittadini novaresi diversamente abili. All’origine di quella scelta, c’erano soprattutto le pessime condizioni in cui si trovava l’edificio di via Monte San Gabriele. Mentre quella di via Viglio poteva, senza enfasi, definirsi un piccolo “fiore all’occhiello”: accogliente, di recente ristrutturazione, ben inserita a Sant’Agabio. Gli operatori erano stati capaci, con un lavoro eccellente, di superare qualche iniziale difficoltà dei vicini ed infatti gli ospiti della comunità erano parte di quel quartiere, che pure vive parecchie contraddizioni.
L’Esecutivo decise di accorpare i due centri e di trasferire gli ospiti a Vespolate, riducendo così anche i costi di gestione. Lei assicurò a noi consiglieri dell’opposizione, e soprattutto alle famiglie, che nulla sarebbe cambiato. Anzi i miglioramenti sarebbero stati evidenti, a partire da uno stabile senza i limiti dei precedenti:nuovo e accogliente. Alle nostre perplessità circa la sensazione di esilio che ci pareva si nascondesse dietro quella decisione, Lei replicò con la garanzia di un frequente servizio di trasporto da Novara a Vespolate sia degli ospiti che dei loro genitori e di una continua interazione tra l’Amministrazione e le famiglie.
E’ trascorso solo qualche anno da quei mirabolanti annunci e la situazione è ben diversa. I genitori di quei ragazzi, nonostante l’età non più giovane di molti, hanno dovuto manifestare sotto il municipio per farsi sentire. Le organizzazioni sindacali hanno ripetutamente denunciato le ristrettezze del personale e non si contano le interrogazioni che Le abbiamo rivolto in Consiglio comunale. Da parte nostra potremmo continuare così, ma la situazione ormai si fa sempre più insostenibile e non possiamo limitarci all’aula di Palazzo Cabrino. Qualche giorno fa, ho incontrato i genitori e mi sono reso conto che ormai si sentono abbandonati, oltreché presi in giro. E’ il peggior risultato che un amministratore possa conseguire: la perdita di fiducia da parte dei cittadini.
Forse, assessore, possiamo nella diversità dei ruoli- lei ha la responsabilità delle scelte a me, invece, spetta l’indirizzo e il controllo- invertire la rotta.
Innanzitutto, cominciamo col dire la verità e riconoscere gli errori. Chiudere via Viglio è stato uno sbaglio e per via Monte San Gabriele era doveroso trovare una soluzione alternativa in città. Quei ragazzi sono novaresi e, giustamente i familiari, considerano Vespolate come un allontanamento dal loro ambiente. Devono tornare a casa, a Novara. Senza aspettare che il progetto “Città della salute”, in cui sarebbe prevista una struttura per loro, si avvii e si concluda. Per ben che vada ci vorranno almeno cinque/sei anni ancora. Non è accettabile. La Giunta, di cui fa parte, si incensa per le tante rotonde e fontane realizzate negli ultimi nove anni. Riportiamo subito a Novara quei 17 concittadini e avremo tutti di che essere fieri. E’ una questione di dignità e di rispetto, che non possiamo rinviare oltre.
Nel frattempo, Assessore, pure le promesse più semplici vanno mantenute. La qualità della vita degli ospiti di Vespolate è fatta anche da piccoli interventi, che i genitori mi hanno evidenziato:
1. Il trasporto: c’è un solo mezzo abilitato per tre posti. Lo intuisce anche Lei che ne serve un altro;
2. Il personale di assistenza è carente e, di certo, non sufficiente per la gravità delle disabilità. In particolare l’assistenza notturna e la fisioterapia;
3. L’animazione è scarsa. Pare che le attività prevalenti siano delle passeggiate fino al cimitero. Perché non coinvolgere i tanti volontari di cui Novara è ricca?
4. L’arredamento e la manutenzione della struttura. Mi riferiscono i genitori che mancano: le tende, le scarpiere e gli appendiabiti; i divani sono rotti, e che la vicina area verde spesso è impraticabile perché non viene regolarmente effettuato il taglio dell’erba;
5. Non è ancora chiara, infine, la proposta per quest’estate. Dove andranno i ragazzi? In che tipo di struttura? Quale personale si occuperà di loro?
Come può notare, Assessore, si può partire anche dalle risoluzione di questi punti perché le famiglie non si sentano abbandonate dall’Amministrazione. Miglioriamo subito le condizioni a Vespolate e troviamo, senza perdere altro tempo, una soluzione che permetta di riportare i ragazzi in città. E’ la priorità.
Cordiali saluti.
Novara, 19 maggio 2010
Nicola Fonzo- Consigliere comunale centro sinistra
Nessun commento:
Posta un commento